Eccoci a decidere l'ultimo libro di quest'anno! :D
Grazie, fianlmente, alle proposte di Roro! Vi lascio due righe di suo pugno.
Quest'estate, con la consapevolezza di non viaggiare all'estero, ho deciso di esplorare di più il Ticino. Ho conosciuto più Ticino quest'anno che in 32 anni di vita, e questo mi ha spinta a riflettere e capire il perché lo straniero sia affascinato dalla nostra terra. Affiancando le mie escursioni ad un approfondimento storico e culturale mi sono imbattuta spesso in nomi di artisti che hanno transitato dal Ticino o che lo hanno scelto come dimora finale.
Per poter fare una scelta equilibrata, in modo che un autore non oscurasse l'altro, ho scelto quindi per questo gruppo di lettura Erich Maria Remarque, che sul finale della sua vita ha vissuto a Ronco sopra Ascona con la seconda moglie, la famosa attrice Paulette Goddard, e Bertolt Brecht, uno tra i più grandi drammaturghi e registi teatrali tedeschi, che a causa delle sue preferenze marxiste venne costretto all'esilio, trascorrendo diversi anni in Ticino tra Carona, Agra, Comologno e Montagnola.
Le opere che ho scelto di proporvi sono legate da un filo conduttore rappresentato dalla guerra. In "Niente di nuovo sul fronte occidentale" vivremo la prima guerra mondiale attraverso gli occhi di un soldato detesco, mentre in "Madre Coraggio ed i suoi figli", scritto poco prima dell'inizio della seconda guerra mondiale, la guerra dei Trent'Anni serve a Brecht per denunciare gli orrori prodotti da qualsiasi scontro bellico.
Niente di nuovo sul fronte occidentale - Erich Maria Remarque - 1928 – 207 P. – Romanzo Storicio
Kantorek è il professore di Bäumer, Kropp, Müller e Leer, diciottenni tedeschi quando la voce dei cannoni della Grande Guerra tuona già da un capo all’altro dell’Europa. Ometto severo, vestito di grigio, con un muso da topo, dovrebbe essere una guida all’età virile, al mondo del lavoro, alla cultura e al progresso. Nelle ore di ginnastica, invece, fulmina i ragazzi con lo sguardo e tiene così tanti discorsi sulla patria in pericolo e sulla grandezza del servire lo Stato che l’intera classe, sotto la sua guida, si reca compatta al comando di presidio ad arruolarsi come volontari. Una volta al fronte, gli allievi di Kantorek – da Albert Kropp, il più intelligente della scuola a Paul Bäumer, il poeta che vorrebbe scrivere drammi – non tardano a capire di non essere affatto «la gioventù di ferro» chiamata a difendere la Germania in pericolo. La scoperta che il terrore della morte è più forte della grandezza del servire lo Stato li sorprende il giorno in cui, durante un assalto, Josef Behm – un ragazzotto grasso e tranquillo della scuola, arruolatosi per non rendersi ridicolo –, viene colpito agli occhi e, impazzito dal dolore, vaga tra le trincee prima di essere abbattuto a fucilate. Nel breve volgere di qualche mese, i ragazzi di Kantorek si sentiranno «gente vecchia», spettri, privati non soltanto della gioventù ma di ogni radice, sogno, speranza. Pubblicato per la prima volta nel 1928, e da allora oggetto di innumerevoli edizioni, Niente di nuovo sul fronte occidentale viene considerato uno dei più grandi libri mai scritti sulla carneficina della Prima guerra mondiale, il tentativo, perfettamente riuscito, di «raccontare una generazione che – anche se sfuggì alle granate – venne distrutta dalla guerra» (E. M. Remarque).
Madre coraggio e i suoi figli - Bertolt Brecht – 1941 - 200 P. – Romanzo storico
La guerra che dal 1618 al 1648 devasta la Germania fa da sfondo alla pièce di cui è protagonista la vivandiera Anna Fierling, detta Madre Courage. Il suo carro, carico di masserizie e cianfrusaglie, domina la scena, sospinto da un campo di battaglia all'altro dalla sete di guadagno ad ogni costo. Né la morte dei figli Schweizerkas ed Eilif, né quella della figlia muta Kattrin faranno infatti desistere Madre Courage - una "iena del campo di battaglia" - dai suoi commerci e dalle sue infelici peregrinazioni, benché l'intera vicenda confermi che "in una guerra non sono i piccoli che fanno i grossi affari". Eppure la sua vitale voglia di autoaffermazione, la sua tenace risposta alla rovina generale, da cui tuttavia non trarrà alcun insegnamento, ne consentiranno la sopravvivenza. Ma la tragicità di Madre Courage è tutta racchiusa in una fatale contraddizione: la vivandiera perde i figli in un conflitto da lei stessa caldeggiato e la cui fine non può augurarsi se non vuole la propria rovina economica, perché "la guerra è il momento migliore per i commerci".

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