sperando l’estate vi abbia portato delle letture interessanti, vi invito a votare al nostro GDL numero 11.
Questa volta tocca a me, Sivy, scegliere.
Reduce dal mio viaggio nella terra dove la meteo cambia ogni 10 minuti, dove nei pub l’odore della guinness e del whisky ti stende ancora prima di cominciare a bere e dove il panorama è uno dei più belli mai visti, uno degli autori che ho scelto non poteva che essere irlandese. In questo senso questo paese mi ha piacevolmente sorpreso. Gli irlandesi hanno davvero a cuore i loro autori, la loro presenza è ovunque. Citazioni sui muri, guide turistiche che recitano a memoria passaggi delle loro opere più celebri, monumenti, musei, case, bar che portano i loro nomi. E’ stato comunque difficile cosa scegliere, volevo comunque proporvi qualcosa di non troppo “pesante”, qualcosa di non troppo scontato e qualcosa con un po’ di humor. La mia scelta dopo varie ricerche è stata quella di proporre George Bernard Shaw con la sua opera teatrale il Pigmalione. Abbiamo già avuto a che fare con un’opera teatrale, quindi sono sicura che, soprattutto a qualcuno, la cosa potrebbe interessare.
Le altre due scelte senza troppe sorprese, ricadono su due autori giapponesi. Il primo è Yasunari Kawabata primo premio nobel giapponese per la letteratura nel 1968.
L’ultimo è Kazuo Ishiguro. Credo sia interessante in quanto Ishiguro si è trasferito all’età di 6 anni in Gran Bretanga, il suo modo di scrivere è molto interessante, molto vicino a quello dei suoi colleghi nipponici ma con qualcosa di diverso e che lo rende unico. Inizialmente volevo proporvi “Non lasciarmi”, ma poi ho preferito scegliere qualcosa che non avevo ancora letto.
A voi la scelta!
Pigmalione – George Bernard Shaw – 1912 - Opera Teatrale, Letteratura, Humor – 160 pag.
Pigmalione è il più letto, conosciuto e amato, lavoro teatrale di George Bernard Shaw. Vi si celebra il trionfo di quella formula che Shaw apprese dal conterraneo Oscar Wilde, secondo la quale era possibile parlare di cose «serie» agli inglesi a una sola condizione, quella di divertirli. Narrando la vicenda dell'attraente professor Higgins che decide per scommessa di insegnare a Eliza, piccola fioraia, a parlare e a comportarsi come un'aristocratica, trasformandola in un'altra persona, l'autore affronta temi fondamentali per la sua linea polemica: la lingua, la discriminazione sociale, l'assistenzialismo, l'emancipazione della donna. Scritta nel 1912, la commedia di Shaw ha conosciuto un immediato e duraturo successo; basti ricordare My Fair Lady, il fortunatissimo adattamento a commedia musicale degli anni Cinquanta degli americani Lerner e Loewe.
Il paese delle nevi - Yasunari Kawabata – 1934 – Letteratura, romazo - 149 pag.
E' considerato un capolavoro di finezza psicologica e stilistica. Scritto nel 1934, ma completato solo nel 1947, mostra al su meglio l'arte sottile di Kawabata, poeta dei sentimenti che innesta sulla linea classica dei poemi seicenteschi del suo paese le suggestioni che gli vengono da una appassionata frequentazione della cultura occidentale. Il "paese delle nevi" è il paradiso terrestre sulla costa occidentale della maggior isola del Giappone, dove la neve è alta quindici piedi, e sorgono terme squisite e delicati luoghi di villeggiatura. In questa scena si dipana la storia di Shimamura, ricco e raffinato esteta, e di Komako, geisha delle terme. Komako fa parte di una categoria di geisha assai diversa da quella che abita la città: le artiste del paese delle nevi non potranno mai diventare famose musiciste o danzatrici: il loro destino è quello di maturare tra gli incanti e la corruzione del "paradiso", perpetuamente dedite ai signori che, secondo le tradizione, salgono alle terme per trovarvi il riposo perfetto.
L'incontro di Shimamura e Komako è dunque un incontro d'amore, ma da esso non nascerà che un gioco di trasporti destinati a svanire, in un paesaggio di sogno, dove le chiacchiere discrete degli alberghi e la ricerca della bellezza costituiscono un ricamo ripetuto, sempre fascinosamente elusivo.
Quel che resta del giorno – Kazuo Ishiguro – 2005 – letteratura, romanzo – 290 pag.
Oxforshire, Inghilterra. Estate 1956. Figlio di maggiordomo, e maggiordomo egli stesso, l'anziano Stevens ha trascorso gran parte della sua vita in un’antica dimora inglese di proprietà di Lord Darlington, gentiluomo che egli ha servito con devozione per trent'anni. Con altrettanta fedeltà egli si accinge ora a entrare al servizio del nuovo proprietario di quella dimora, l'americano Mr. Farraday, desideroso di acquisire, assieme ed attraverso la casa, anche quanto di antico, per storie e tradizione, a essa si accompagni. Ed è su invito del nuovo padrone che Stevens intraprende, per la prima volta nella sua vita, un viaggio in automobile nella circostante campagna inglese. Questo viaggio si risolverà in un inquietante viaggio dentro se stessi.



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