Dopo il nostro libro Svizzero, Quang ci propone due autori americani, Harper Lee e Ray Bradburry il terzo invece un giapponese, Yasunori Kawabata. Tre libri con dei temi molto diversi, il razzismo della Harper, la filosofia di Kawabata e la distopia di Bradburry, quale sceglierete?
Vi lascio due righe scritte da Quang.
"Mi sono trovato un po’ in difficoltà a dover scegliere i 3 libri.
L’intento iniziale era quello di proporre qualcosa con (ancora una volta) un inclinazione verso i temi sociali e, rispetto a “Il grande Gatsby”, avanzare anche a livello temporale verso tempi più recenti.
Alla fine quel che ne è risultato sono dei libri degli anni 50-60 che richiamano dei temi anche in contrasto, ma forse simili tra di loro: come il tema del razzismo ne “Il buio oltre la siepe” in contrasto col concetto di uguaglianza e uniformità nell’universo distopico rappresentato in “Fahrenheit 451”.
Da buon Yamatologo non poteva mancare una scelta di un autore giapponese, meno conosciuto rispetto ai vari Murakami, Oe e Soseki dei giorni nostri, ma che comunque è stato il primo giapponese a vincere il Nobel per la letteratura. “Il maestro di Go” ci presenta i contrasti tra le vecchie e le nuove generazioni sotto forma di una partita di Go tra un anziano campione e il giovane contendente, una sorta di parallelismo anche per quanto riguarda il Giappone del dopoguerra (e non solo)."
Il buio oltre la siepe – Harper Lee – romanzo, 1960 – 317 P.
1960. Maycomb, una cittadina del "profondo Sud" degli Stati Uniti. L'avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa di un nero accusato di violenza carnale, alla fine riuscirà a dimostrarne l'innocenza ma l'imputato verrà lo stesso condannato a morte. La voce narrante, ironica, lieve e profonda allo stesso tempo, è quella di Scout, la figlia di Atticus, testimone non inconsapevole di una realtà sociale atroce che si mescola alla quotidianità della vita. Un libro che è diventato un classico per molte generazioni. Età di lettura: da 13 anni.
Nello scenario seducente di un albergo giapponese di campagna, con un cerimoniale quasi liturgico, il maestro Shusai, l'eroe fino ad allora imbattuto, conduce la sua ultima, epica sfida: una partita di go che durerà sei lunghi mesi e che rimarrà celebre negli annali di quest'arte. La posta in gioco è ben più importante di un premio. La vittoria determinerà la fine di tutto un mondo: il go come esperienza estetica, il rispetto per gli anziani maestri e per l'avversario, la silenziosa concentrazione che fa di quest'arte una via di saggezza. Romanzo di straordinaria tensione a volte quasi insostenibile, "Il maestro di Go" trasforma, pagina dopo pagina, le mosse dei due contendenti in un gioco di vita e di morte: uno solo potrà uscirne vivo.
Fahrenheit 451 – Ray Bradburry – romanzo, fantascienza 1953 – 238 P.
Non è pura e semplice fantascienza, quella di Ray Bradbury. Il suo è un futuro spaventosamente vicino. Nel presente-futuro di "Fahrenheit 451" non si leggono più libri, anzi si bruciano, perché tutti devono essere uguali, e nei libri, invece, si impara la differenza. È un presente dedito al piacere, ai titillamenti in abbondanza, allo svago per lo svago, a forme di distrazione che sanno di dipendenza. Dove si vuole soltanto essere allegri, spensierati, sereni. Non pensare. Com'è possibile allora, in una simile società felice, dimenticare di essere felici?
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